Wycon Cosmetics e le campagne a favore del Movimento per la Vita

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Alla mia età sono ancora convinta come quando avevo 18 anni, che la donna non abbia come fine ultimo quello di diventare madre. Non per tutte la gravidanza è il periodo più bello della propria vita. Ogni donna vive la maternità a modo suo e ogni donna vive la possibilità, la scelta, della maternità, come meglio crede. I centri di aiuto alla vita li conosco bene, in quanto per anni una mia ex compagna di liceo ne ha fatto parte. Sono ottimi centri per donne sole con bambini o in attesa, sono punti di riferimento, ascolto e aiuto per tutte quelle madri sole, impaurite e senza grandi speranze. Ma sono anche centri cattolici, o molto vicini al mondo religioso, che combattono fortemente contro l’aborto. All’ospedale di Prato hanno manifestato contro la Ru486. I medici sono obiettori di coscienza. Questa categoria conta l’80% dei ginecologi ospedalieri italiani (badate bene: poi nel privato gli aborti, a pagamento, molti di loro li praticano…) e ci impedisce il progresso sociale. Abortire è una scelta, è un cammino difficile e doloroso e renderlo più complesso e spesso umiliante grazie alla presenza di entranti associazioni prolife e medici obiettori, sicuramente non ci aiuta nel progresso sociale, nel rispetto degli altri e nella tutela della donna. Per questo, la campagna promozionale di WyconCosmetics è, a mio avviso, uno specchietto per le allodole. La campagna #nomoretears, #bastalacrime, sembra essere volta ad aiutare le donne vittime di violenze. Ma se leggete bene bene, noterete che i soldi verranno devoluti in beneficenza al Centro di aiuto alla Vita presso l’Ospedale Buzzi di Milano. Per quanto ne so io, ci sono mille altri modi e mille altre associazioni a cui possiamo fare riferimento per tutelare le vittime di violenze ed aiutarle concretamente. Devolvere i soldi ad un centro per la vita, notoriamente antiabortista e che fa riferimento a medici obiettori, sicuramente non è in linea nè con i tempi che corrono (l’alba del 2017, per esempio), né con il fine ultimo della campagna stessa: aiutare donne abusate. Ed è con un post di una mia cara amica Manuela, The Fashion Cat, che vi voglio lasciare a pensare. Neanche io parteciperò alla campagna, convinta fortemente che possiamo fare molto attraverso canali di aiuto diversi.
Lungi da me far eccessivamente polemica sul mio blog, dal momento che uso il mio profilo facebook per dire ciò che penso in materia di politica/religione e società, ma mi sento in dovere, come donna, di scrivere.
Miei cari, dovete sapere che io provengo da una famiglia che, nonostante non sia assolutamente retrograda, sessista o bigotta, mi ha imposto comunque una formazione cattolica. Asilo ed elementari dalle suore e vi posso assicurare che negli anni ’90 non c’era tanta tutela dei diritti dei bambini…
Tornando a noi, fortunatamente ho abbandonato tale via appena arrivata alle scuole medie ma la sorte ha voluto che in classe al liceo incontrassi Caterina, membro attivo del Movimento per la vita.

Alla tenera età di 15 anni ci portava a scuola opuscoli antiabortisti che, oh, ancora me li sogno la notte. Roba che tipo si vedeva un bambino fatto a pezzi in pancia, con la testa mozzata e gli arti staccati dal braccio del medico.

Mi informai su cosa fossero i CAV, e mi si aprì un mondo, l’assurdo mondo dei centri di aiuto alla vita e dei ginecologi obiettori.
Nonostante fossi giovane, rabbrividii e ammetto che mi fece anche un po’ paura. Cosa sarebbe successo se avessi mai avuto la necessità di abortire? O se fosse accaduto ad una persona a me cara?

Il tempo mi ha dato risposta perchè, beata ignoranza adolescenziale, un’amica in preda al terrore di assenza da ciclo, andò a farsi fare un’ecografia presso un consultorio che si scoprì in seguito fosse un CAV. Le chiesero milioni di cose, tra cui se mai le passasse per la testa di abortire, se fosse stata a favore della ru486 e molto altro. Le dissero che si trattava di una ciste e lei, povera stolta ragazzina, riuscì a tranquillizzarsi (ma la ciste va curata…). Poco dopo la chiamarono per informarla della meravigliosa notizia: quello che si vedeva era un feto, non una ciste. Ma ormai che vuoi farci, era già al 4 mese.

Ora, sicuramente questo sarà un caso limite, ma non è così tanto lontano da ciò che accade negli ospedali quando ci troviamo difronte a un medico obiettore, o quando un farmacista ci nega la vendita della pillola del giorno dopo.
Che, per inciso, il farmacista è obbligato PER LEGGE a venderla in quanto non è un farmaco abortivo e lui non è un ginecologo.
I CAV sicuramente aiutano, sostengono famiglie che non ce la fanno, madri sole con figli o donne in attesa disperate che non sanno come fare per portare a termine la gravidanza. Il contributo umano e, spesso, materiale che danno a queste donne e ragazze, è di immenso valore. Ma.
Ma è giusto riferirci a loro nel caso in si VOGLIA esser madri, o in casi un cui madri lo si è già. Perchè se siete incinte e indecise, impaurite ma quasi convinte a non portare a termine la gravidanza, è una scelta solo vostra e nessun CAV dovrebbe metterci il becco.
Per intendersi, se ancora non lo avete capito, i membri del movimento per la vita sono gli antiaboirtsti che manifestano sotto i nostri ospedali contro la ru486, quelli che ti giudicano assassina se hai scelto che non sarai madre, stavolta. Quelli che hanno da ridire sui tuoi pensieri e sulle tue scelte che, pur non conoscendole, le giudicano comunque umiliandoti e facendoti credere si aver ucciso tuo figlio.
Perchè non c’è comprensione né umanità, né rispetto altrui. E poi ci sono loro, i medici obiettori, come non citarli?
Che spesso negli ospedali si battono il petto per una religiosità senza senso ma che nel loro ambulatorio privato l’aborto lo praticano eccome.
Ecco, ecco perchè io non comprerò il mascara Wycon Cosmetics e, proprio all’azienda voglio rivolgermi: per favore, smettiamola con in ban sulla fan page e cerchiamo di instaurare un dialogo decente in cui voi ci spiegate BENE E APPROFONDITAMENTE perché avete scelto proprio un CAV.
Quando vedete che una campagna o un evento sono a favore o in difesa di qualcosa, per favore, informatevi prima. Leggete a chi andranno questi soldi.
Perchè se siete a favore del foraggiamento dei CAV e siete convinti che le donne debbano perdere la libertà di scelta sul proprio corpo, allora sì, comprate pure e sostenete la vostra causa; se invece siete contrari e credere che per difendere le donne vittime di abusi si possa far capo ad associazioni di gran lunga migliori, centri specializzati alla tutela femminile e dei figli, associazioni apolitiche e non religiose, non acquistate.
Difendere le donne abusate non è inviare soldi al Movimento per la Vita.
#MyBodyMyChoice

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7 thoughts on “Wycon Cosmetics e le campagne a favore del Movimento per la Vita

  1. Marina

    un applauso per te! Ti hanno bannato? Ma davvero?

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    1. Melly

      si.. all’inizio rispondevano sempre alla stessa maniera, come sulla mia pagina, così come sul blog di Manu, dicendo che le informazioni non sono esatte,semplicemente. Poi son passati al ban.

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  2. Veronica

    Che porcheria, non ho parole. Sono cliente di Wycon ma mi hanno proprio deluso…

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  3. sogna bambina...

    Io posso parlare per esperienza personale: incinta di una bimba, gravidanza desideratissima, scopro alla morfologica la presenza di una brutta malformazione che avrebbe fatto soffrire a vita mia figlia, ammesso che fosse nata…
    Io e mio marito decidiamo per l’aborto terapeutico, fatto in extremis secondo la legge italiana, e abbiamo avuto la fortuna di trovare persone splendide in un ospedale pubblico della mia regione, dove mi ha indirizzata immediatamente la mia ginecologa privata, che, in un frangente doloroso come questo, ci hanno aiutato senza giudicarci e senza cercare di convincerci a portare avanti una gravidanza, trasformatasi da momento atteso a una condanna ad una sofferenza infinita, per noi e per nostra figlia. Ecco perché queste campagne non dovrebbero nemmeno esistere: l’aborto deve essere un diritto, sia per chi desidera interrompere volontariamente una gravidanza, sia per chi si ritrova in situazioni come la mia.

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    1. Melly

      Non ho figli, ma leggere le tue parole mi ha lasciato una tristezza profonda e un rammarico immenso.
      Mi dispiace infinitamente per te, il tuo compagno e la vita che portavi in grembo. Sarò cinica, forse proprio perchè non sono madre, ma ti sostengo perchè mettendomi nei tuoi panni, avrei fatto lo stesso.
      Non perchè un figlio “non perfetto” sia il giocattolo guasto, ma perchè semplicemente la penso come te. Poi, ovvio, ci si deve ritrovare nelle situazioni.
      Nella mia regione, puntano soprattutto ai parti naturali ed evitano i cesarei come la peste, facendo nascere a rischio tanti bambini e lasciandone morire altrettanti (non ti dico lo schifo all’ospedale di Prato, e le cause perse da chi si è trovata a partorire con la ventosa o con la manovra).
      E’ che spesso le donne vengono considerate come incubatrici, altre volte si tende a giudicare l’operato di una madre o le scelte di un’altra.
      Ma chi avrebbe il diritto di sindacare sulla tua vita e la tua scelta?

      Così come per una donna che un figlio, a priori, non lo vuole.
      Sicuramente hai avuto fortuna a trovare personale medico rispettoso e stimabile, ma si sa che spesso non è così e che gli obiettori sono veramente troppi. Tutto ciò è imbarazzante.

      Detto questo, ti mando un abbraccio enorme, sei una Donna fortissima. Ce ne fossero così.

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  4. sogna bambina...

    Mi rendo conto ancora una volta, leggendo quanto scrivi, della fortuna che ho avuto, sia con la ginecologa, sia con il medico che mi ha fatto la diagnosi e che ha organizzato tutto il percorso successivo anche se non aveva alcun obbligo nei nostri confronti. So per certo che, nell’ospedale della mia città, non avrei ricevuto lo stesso trattamento, ma sarei stata quasi sicuramente costretta a continuare la gravidanza proprio per il discorso obiettori: ho dovuto, infatti, spostarmi in un’altra provincia.
    Nessuno ha il diritto di giudicare una scelta, sempre difficile sia quando presa volontariamente sia in caso di problemi gravi: purtroppo, in Italia, in troppi si sentono i moralisti di turno e pensano di poter giudicare le scelte altrui, senza sapere come ci si senta veramente.
    Detto questo, ti ringrazio per le parole e l’abbraccio virtuale: fa sempre piacere 🙂
    Ti faccio anche i complimenti per il blog: lo seguo da tanto, ma non ho mai commentato…

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    1. Melly

      Figurati, a me fa piacere essere letta da persone come te.
      Spero che questo piccolo spazio virtuale ti aiuti a staccare un po’,a distrarti e a ridere 🙂

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