Visual Curriculum, un innovativo modo di proporsi e comunicare

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Carissime, oggi vorrei mettere un secondo da parte gonnelline, vestitini e tacchi, per lasciar spazio ad un argomento importante e interessante: il visual resume. Che cos’è? A cosa serve? Come si fa?
Andiamo punto per punto. Il mercato del lavoro da anni è al collasso, la maggior parte di noi, non fa che sostenere colloqui, o essere in bilico tra un lavoro precario e un altro, oppure c’è anche chi si è rotto le scatole e ha aperto una propria partita iva. Questo articolo vuole essere di aiuto a tutte quelle persone che stanno ancora cercando un impiego quantomeno stabile e hanno bisogno di dare al proprio cv quella piccola marcia in più.
Non si sa come, ma ci si aspetta sempre di inviare e ricevere il classico Curriculum Europeo (personalmente non saprei chi è quel pazzo che lo richieda, per fortuna a me non l’ha mai chiesto nessuno). Mettiamocelo in testa: il CV formato europeo fa schifo, è brutto, impersonale e, peggio ancora, obsoleto.
Basta sconfinare di qualche km dal nostro vecchissimo Paese che ci si accorge di quanto, anche in questo, siamo antichi.
Generalmente, le aziende richiedono CV particolari, con una forte impatto visivo, magari alcune anche un video cv.
Il fatto è che dobbiamo spiccare in una massa di tristissimi formati europei che non fanno altro che dar poco risalto alle nostre esperienze.
Con quel coso orribile, il risultato è quello di creare una lista della spesa  delle nostre skills e un cv estremamente lungo quando si tratta di andare a riempire le caselline relative alle informazioni personali/professionali; invece dovremmo dar loro il maggior risalto possibile essendo dettagliati ma sintetici.
Ricordiamoci che nessun datore di lavoro legge attentamente un CV che superi le 3 pagine.
Il Resume è un modo diverso di redigere il proprio Curriculum ed è principalmente adottato nei Paesi anglosassoni.
Sebbene sia comunque un Curriculum Vitae, si differenzia molto dal tristerrimo formato europass.
In cosa si differenziano i Curricula in formato Europass dai Resume?
Le linee sono sottili ma evidenti: aldilà della diversa impaginazione e del fatto che le esperienze sono elencate dalla più vecchia alla più nuova, quindi non andando a ritroso come nel CV Europass, il Resume si deve concentrare in un massimo di 2 pagine.
E’ necessario essere diretti, precisi e arrivare al punto. Dopo aver elencato i propri studi e le esperienze lavorative, è basilare porre gli obiettivi che vogliamo raggiungere all’interno del Resume.
E’ possibile utilizzare il grassetto per enfatizzare i concetti base, o per dar risalto ad alcune esperienze o a skills particolari.
Non importa essere troppo discorsivi in quanto il Resume deve contenere solo le informazioni più importanti; per parlare approfonditamente di sé, c’è il colloquio (o le caselle infinite dell’Europass).
In sostanza, il Resume, è un sommario dettagliato e conciso delle nostre abilità ed esperienze, mentre il CV classico in formato europeo, ci porta a scrivere maggiori dettagli sulle nostre pregresse esperienze lavorative e formative lasciando ampio spazio anche ad elementi più personali.
L’obiettivo del Resume è quello di colpire immediatamente chi lo sta leggendo, fornendo tutte le informazioni possibili in poche righe e dimostrando che si è capaci di svolgere il lavoro per cui ci proponiamo.

Ecco alcune dritte per scrivere un buon Resume:
-Metti in evidenza come sei riuscito a fare la differenza nelle tue precedenti esperienze, quali caratteristiche ti hanno reso vincente e quali skills hai appreso per crescere professionalmente.
-Riduci gli interessi personali e gli hobbies al minimo e menzionali solo se rilevanti e connessi alla posizione a cui ti stai candidando.
-Elenca e descrivi le esperienze professionali prima di quelle accademiche.
-Metti in rilievo abilità ed esperienze direttamente collegate al lavoro per cui ti proponi.
Cosa evitare
-Mai scrivere in prima persona, magari scrivendo “io” oppure “me”, in quanto giudicato poco professionale.
-Non fare una lista delle tue responsabilità, ma dai loro rilevanza.
-Non inserire la foto (il vero Resume non ha la fotografia allegata).
-Rileggi più volte il Curriculum per evitare che ci siano errori ortografici (questo vale per ogni tipo di cv o candidatura!).
Non è certo un compito semplice per noi che non abbiamo il dono dell’essere sintetici, ma può risultare utile e, soprattutto, sappiate che i Resume possono essere personalizzati.
Non mi riferisco a fiocchetti e cuoricini, ma possiamo scegliere il font che preferiamo (per favore, leggibile!), i colori adatti e dare un tocco di creatività al curriculum: così creando quindi un Visual Resume, o un Visual Curriculum.

Visual Curriculum, che cos’è
E’ un Curriculum, o un Resume, personalizzato nella grafica, nell’impaginazione e nella descrizione stessa delle nostre esperienze lavorative e formative. Sicuramente è una versione molto più originale, personale, innovativa e aggiornata del classico CV, combinando in maniera semplice e d’effetto, grafica ed esperienze professionali.

Non è certo semplice realizzarne uno se non si è pratici di programmi di grafica, come ad esempio, Adobe Illustrator o Photoshop (io ho usato Illustrator perchè con la grafica vettoriale mi trovo molto meglio 🙂 ), ma non disperate: ci sono molti siti per costruirne uno o, in alternativa, potreste imparare a crearne uno con i vari tutorial che si trovano in internet. Sicuramente apprenderete molto su grafica e programmi del pacchetto Adobe e potrebbe rivelarsi utile per il mondo lavorativo.
Sappiate che anche Barak Obama ha un visual cv, quindi direi che è giunto il momento di svecchiarsi e mollare quell’orribilissimo formato europeo.
Potete trovare ispirazione su Pinterest, anche io ho attinto a questa fonte per realizzare il mio.
Qui la gallery che mi ha ispirato sul social di foto e qui il sito CV Builder

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Qual è quindi la soluzione migliore?

A mio avviso, l’equilibrio sta a metà tra un buon Resume e un approfondito e dettagliato CV classico, ma occhio: spesso per i bandi pubblici  è preferibile l’Europass, e comunque nell’annuncio di lavoro è sempre necessario leggere attentamente se vi è richiesta di CV formato europeo o meno.
Da tener sempre in considerazione, che l’Italia è un Paese talmente vecchio che presentare un Resume, o un Visual Resume, potrebbe destabilizzare la persona che dovrà esaminare il pacco di curricula.
Il mio consiglio quindi, è quello di capire bene a chi ci stiamo rivolgendo e vedere se un Visual Resume potrebbe essere adatto oppure no.
Già dal tipo di azienda si capisce molto (innovazione, tecnologie, startup, azienda giovane, ecc).
Nel dubbio, potreste allegare l’Europass e il Visual Resume al corpo della mail, se proprio non vi sentite sicuri, ma potrebbe essere un’arma a doppio taglio, in quanto non sappiamo come potrebbe reagire l’interlocutore davanti a due documenti.
Però è anche vero che se non rischiamo, non potremmo mai saperlo e, sicuramente, l’allegato Visual Resume, desterà molta curiosità.
Poi occhio al lavoro per cui vi candidate: ripeto, spesso per bandi comunali o pubblica amministrazione, è richiesto il classico formato europeo, oppure per mansioni come segretaria, commessa, addetta alle vendite e promoter, non è fondamentale ma, se volete spiccare, potete provarci.

Sicuramente il Visual Resume può essere una marcia in più per tutti quei lavori particolari, strani, originali e innovativi.
Un esempio? Sono utilissimi per artisti, fotografi, fashion designer, web master, grafici, web manager, organizzatori di eventi, gestori di start up e, ovviamente, chi ne ha uno, dovrà allegare il proprio portfolio (mi riferisco a grafici, fotografi e fashion designer, ma sicuramente già lo sapranno).

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PS: voglio specificare che questo articolo l’ho scritto per essere di aiuto e per darvi qualche idea e ispirazione, non voglio fare da guru né assicurarvi che con un Resume o un Visual Cv possiate trovare subito il lavoro dei vostri sogni.
Il mondo del lavoro è difficile, spesso molto competitivo e, purtroppo, ancora piegato dalla crisi economica.

In bocca al lupo!

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4 thoughts on “Visual Curriculum, un innovativo modo di proporsi e comunicare

  1. Thefashioncat

    Mah, non so, per la maggior parte dei lavori un cv troppo strano non credo sia visto di buon occhio. Ok non tenere l’europass così com’è (che poi c’è chi dice che alle aziende non piace, chi lo esige..non si capisce un beneamato) ma stravolgerlo con colori, font e quant’altro.. no, non mi ispira.

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    1. Melly

      Dipende per cosa ti candidi. Per il mio lavoro va benissimo, quindi se hai a che fare con lavori di grafica, web marketing, social media manager, fashion designer ecc,ha sicuramente una marcia in più (a meno che tu non ti proponga ad un’azienda vecchia dentro).
      Per mansioni più “standard” come segretaria, commessa, addetta alle vendite, ecc, magari un cv più classico sarebbe indicato.
      L’europass fa cacare, io ho inserito immagini opposte, ma la giusta via di mezzo secondo me è perfetta per spiccare. Font semplici e leggibili, colori sobri, magari su scala di grigi, e un resume completo.

      Rispondi

  2. Giulia

    Adoro i visual cv! E ancora non ho capito perché usare ancora l’Europass, a meno che non espressamente richiesto (e anche lí, personalmente, ho un brivido all’idea di lavorare per qualcuno che lo pretende).
    Ancora non mi ci sono avventurata per mancanza di tempo e – fortunatamente – perché non voglio cambiare lavoro: ma lo farei solo per il divertimento di averlo 😀
    Grazie per i link utili, li metto fra i segnalibri che non si sa mai 😉

    [bella la nuova faccia del tuo blog, non l’avevo ancora vista!]

    Rispondi

    1. Melly

      vogliamo parlare delle piattaforme obsolete che si ostinano ad usare le aziende???
      l’italia è proprio vecchia.

      Rispondi

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