Perchè un’azienda non dovrebbe collaborare con voi.

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Amo il web marketing e adoro lavorare nella promozione e comunicazione online. La mia tesi di laurea era sul tema della web communication applicata alle industrie cinematografiche, la mia specializzazione in Spagna mi ha permesso di conoscere da vicino questo mondo e adesso ne faccio più o meno, ma sempre orgogliosamente, parte.
In tal proposito, è chiaro che se un’azienda sceglie di promuoversi online attraverso canali social e sito web, prima o poi arriveranno. Loro sono lì, al varco che aspettano. Loro con i 10.000 like comprati di Instagram, stanno cercando te. O meglio, stanno cercando di scroccarti l’anima.
Generalmente sono ragazzine under 23, ma spesso le troviamo anche più attempate, che inviano messaggi privati in direct oppure direttamente nella chat di Facebook, all’azienda da loro scelta.
Niente mail formale, nessun tipo di presentazione, nessun “piacere”: solo una gran leccata di culo sulla bellezza dei prodotti presenti sul sito e la richiesta spudorata, senza vergogna nè imbarazzo, priva di amor proprio e di dignità, di testare i vostri prodotti. Neanche un accenno a quali articoli, neanche un’idea che non tutto si testa, perchè va bene per make up, creme e cose per l’hairstyling, ma abiti e accessori non si testano.
Poi ci son quelle che ti fanno credere di essere la Oliviero Toscani de noattri: “potreste inviarmi un articolo in omaggio, io in cambio farò delle bellissime foto in modo da far risaltare la bellezza dell’oggetto”. Prego??? Sono ridondanti.
E poi i cuoricini. Quanti ne inviano. Riescono a costellare un messaggio di cuoricini love-love che, boh, forse pensano di sembrare carine e gentili.

Tra le più belle blogger-smarkettatrici, mi sento di menzionare tutte quelle che hanno un blogghino o una pagina di sole collaborazioni. E sono tante. Ragazze, non so come fate, ma vi adoro, mi allietate le giornate.
Avete messo su un ambaradam virtuale dove accettate di tutto: cibo per gatti, caramelle marshmallow e gomme, assorbenti, borse della spesa, lumini a led per il giardino che se li mettete su una tomba fanno lo stesso effetto. Capisco i costi su alcuni beni necessari, tipo gli assorbenti, ma su, dai, il resto anche no.

Poi ci son quelle che son proprio spudorate, che hanno la faccia come il culo e non si fanno problemi a scrivere cose del tipo “Ciao (ciao? ma veramente?) sono una Web Influencer (chi?) , vorrei tanto poter collaborare con voi, avete dei prodotti bellissimi, potrei farmi fare delle foto con un outfit studiato appositamente”. E allora, se tanto siete delle vere web influencer, non cascate dalle nuvole quando vi si chiedono le prove.
Le prime prove sono i dati ovvi: i like sulla pagina e sui canali social, poi le interazioni (e da qui è ben comprensibile se qualche furbetta scroccona compra like o fan), poi però dovete fornire altro, dicasi dati statistici.
Ossia tutti quei numerini e grafici tipo gli assi cartesiani che stamattina avete fatto in classe a scuola nell’ora di matematica, che vi appaiono sulla fanpage di Facebook.
Per avere questi numerini, chiamati statistiche o dati insight, anche su Instagram, dovete passare ad un profilo aziendale. Ma voi siete web influecer, quindi immagino lo sappiate già.

Ah, no?

E se vi venissero chiesti i Google Analytics, com’è che andate nel pallone e iniziate a piagnucolare insistendo che non sapete come fare nè cosa siano ma che comunque siete brave, che avete fatto già 3 (oohh treee, brave!!) collaborazioni e quindi siete praticamente blogger consumate?

Ma non vi viene in mente che non è obbligo regalarvi qualcosa? Che nella vita ve le dovete guadagnare le cose che agognate in rete, che se le desiderate dovreste far di tutto pur di averle -magari senza perdere la dignità-?

La verità bambine è che se un’azienda ha intenzione di portare avanti certi tipi di collaborazioni impresa-blogger, è lei a contattarvi. E’ l’azienda promotrice di se stessa che vi sceglie tra una marea di tante altre come voi, di numeri, di ragazze tutte uguali, di foto fatte dai vostri fidanzati, di sorrisi finti e di fianchi ristretti da Photoshop.
In un mercato saturo di tante piccole stelline come voi, le elette sono poche e generalmente hanno alcune qualità.

  • Sanno scrivere. O meglio, riescono a dare un senso logico a un discorso, senza ricorrere a bellissimo, tutto meraviglioso, principessa, io,io,io, cioè, gattini, il mio amore, mylove, ecc. Riescono a mettere da parte sè stesse ed il loro ego spropositato, almeno un pochino, per poi riuscire a scrivere un post in cui l’oggetto in questione faccia da protagonista.
  • Hanno un sito e tutti i canali social regolari, aggiornati e pieni di contenuti. Ma soprattutto, hanno interazioni.
  • Almeno all’apparenza non hanno comprato like, perchè vi ricordo che se su Facebook godete di 10.000 fans ma le vostre foto scarseggiano di interazioni e/o commenti, sicuramente sono like acquistati. Garantito al limone proprio.
  • Sanno cosa sono i dati statistici. Quando vengono richiesti dall’azienda promotrice, non cadono dal pero come una deficiente qualsiasi, ma sanno di cosa si parla. Sanno cosa sono i dati insight e Google Analytics e sanno anche come farli avere privatamente a chi li richiede.

Di Chiara Ferragni ce n’è una sola, ricordatevelo. E non che a me piaccia, anzi, non mi piace il suo stile, se almeno ne ha uno vero, e credo che sicuramente abbia avuto una strada e una vita semplice, lavorativamente parlando.
Sicuramente fare la blogger è stato molto facile con un elevato budget di partenza e un costosissimo e sfavillante guardaroba da invidia. Sicuramente piazzare online quel guardaroba su un fisico da modella (prima, oggi direi decisamente denutrito) è stata una scelta furba, furbissima: l’ostentazione di sè stesse attira. Attira ammiratrici ed haters, attira un pubblico femminile vastissimo, ma anche maschile e, soprattutto, quando sei la prima a farlo e lo sai gestire con un team specializzato, apre le porte del successo.
Sarà un successo effimero? Forse, ma intanto lei ne gode i frutti. Ha avuto la fortuna e la furbizia di avere a suo fianco qualcuno che plasmasse il personaggio, che creasse il background e il “mito” e poi si è creata un ufficio stampa da urlo.
Quante di voi ne sarebbero in grado? Quante di voi avrebbero la minima idea su dove e come iniziare? Quante di voi avrebbero i mezzi economici per farlo?
Internet ha dimostrato che ragazze così si contano sulle dita di una mano e che almeno in Italia “quelle grandi” son davvero tre o quattro, il resto tutte bravine, poi si parla di fuffa.
E mi ci metto anche io in questa fuffa, soprattutto perchè le collaborazioni le ho avute e ne ho due all’attivo, ma anche perchè il mio blog ha perso traffico da quando ho comprato il dominio e le visite sono diminuite in maniera disastrosa dall’oggi al domani, sicuramente per errori durante il cambio di hosting e nel linguaggio di programmazione.
Ma c’è di bello che per me è semplice divertimento e tempo libero, che la vita è altro, che il lavoro vero è un mondo diverso. E che nessuno mi deve niente.

Nessuno vi deve niente. Siete semplicemente nessuno.
Perciò, gioite e ritenetevi fortunate quando un’azienda vi contatterà, siate orgogliose del vostro lavoro e del vostro blog, ma lasciate da parte questa assurda e imbarazzante presunzione di essere così socialmediamente importanti da farvi regalare sempre cose.

Ripeto: non siete nessuno, niente vi è dovuto.

 

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8 thoughts on “Perchè un’azienda non dovrebbe collaborare con voi.

  1. Mammu

    Bellissimo articolo 😀 Mi è piaciuto un sacco! Eh si, mi piacerebbe collaborare con i marchi anche a me ma so che ne io ne il mio blog è ancora nel giusto livello per farlo. Chiara Ferragni non è neanche la mia cup of tea 😛

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    1. Melly

      ma a chi non piacerebbe? è ovvio che fa piacere ricevere omaggi, anche costosi, ed è ovvio che fa anche piacere ricevere una sorta di riconoscimento per i contenuti del proprio blog. Ma è anche vero che l’umiltà di rendersi conto che niente ci è dovuto sarebbe bello vederla di più negli altri, che chiedere per chiedere è imbarazzante e vergognoso, e che non mi capacito di come si possa avere una faccia di culo così grossa.

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  2. Jesslan

    Anche a me è capitato di ricevere msg simili, del tipo “io sono una scrittrice strafiga e proprio perché sono molto buona ti concedo di avere un mio articolo sul tuo blog”….ma chi te vole?? 🙂

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  3. Veronica

    A me la Ferrogna non è mai piaciuta e sono certa debba tutta la sua fortuna al buon Riccardo che è la vera mente alle spalle di tutto. Ad ogni modo, purtroppo i capoccia di molte aziende non capiscono granché né di web, né di social e vedendo grandi numeri, pensano subito che tal dei tali abbia un gran seguito quando non è quasi mai veramente così. E non è facile far capire loro che si sbagliano…

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    1. Melly

      neanche a me è mai piaciuta, ma ha avuto una gran fortuna: di partenza un bellissimo e fornitissimo guardaroba, soldi no limits, madre che conosce “quelli giusti”, un passato da modella per Blugirl e un ex fidanzato che le ha creato un regno.
      Vuoi mettere?
      ma quante come lei?

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  4. francimakeup

    Ciao bravissima bellissima stupendissima mi invii qualcosa :-* baci hihi

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